Cosa è avvenuto a causa del Covid-19? E cosa resta del passato dell’odontotecnica?

 

Perché si sono incontrate le associazioni odontoiatriche per “traghettare” l’odontotecnico nell’industria e nell’ingegneria? Perché alcune grosse imprese odontotecniche hanno investito centinaia di migliaia di euro nelle nuove tecnologie CAD-CAM per “cavalcare la tecnologia”?

No ho la presunzione di avere risposte esaurienti a queste domande che riguardano il futuro della professione odontotecnica, sto solo iniziando ad analizzare il “nuovo che avanza”.

E’ sotto gli occhi di tutti che siamo letteralmente invasi da scanner e stampanti 3D ma, altro fatto di assoluto rilievo, è che le industrie del dentale stanno riconvertendosi, producendo dispositivi semi-lavorati e togliendo, di fatto, lavoro agli odontotecnici.

Questo dopo che si sono serviti proprio degli odontotecnici per poter entrare nel mercato dei “medical devices su misura”.  Ora, però, vorrebbero metterli da parte o, quantomeno, limitare le loro prestazioni, riducendone intervento professionale e competenze.

Alcune imprese odontotecniche, pensando di poter cavalcare la tecnologia CAD-CAM,  hanno tuttavia visto naufragare le proprie aspettative. Qualche impresa è addirittura andata in rovina, non riuscendo a far fronte nel tempo ai pesanti investimenti sostenuti, anche a causa di mancanza di lavoro ma, soprattutto perché “scavalcate” dalle industrie produttrici, in grado di poter disporre di potenzialità economiche più rilevanti delle loro. 

Da sempre per “cavalcare” la tecnologia occorrono grossi investimenti che sono certamente alla portata dell’industria e/o di grossi investitori ma, ben difficilmente, alla portata di un artigiano che, tra l’altro, si muove in un mercato “frazionato” come quello italiano.

Come troppo spesso avviene, le piccole imprese odontotecniche artigiane, sottovalutano i costi del “fare impresa”, del marketing, della comunicazione, nonché degli investimenti attivi e passivi.

Soprattutto, si sottovaluta la necessità di avere una mentalità imprenditoriale, capace di creare un proprio mercato, in cui “fidelizzare” è la parola d’ordine. 

L’industria del dentale, abituata da sempre a sperimentare le novità direttamente sulla “pelle” degli odontotecnici, ha inondato il mercato di stampanti e fresatori, facendo generare agli stessi odontotecnici, inconsapevolmente ed a loro spese, il mercato esistente.

In tal modo, sono riusciti a vendere CAD-CAM anche agli odontoiatri, notoriamente molto attenti ad avventurarsi nell’acquisto di macchinari e materiali non propriamente necessari, riuscendo a vendere piccoli ed inutili fresatori da studio e ciò nonostante la spesa d’acquisto abbia frequentemente superato il risparmio sperato sui costi dell’odontotecnico! 

Per il settore del dentale questa rivoluzione è stata quasi “copernicana” e gli odontotecnici non si sono dimostrati pronti ad accettarla, in effetti, si è passati da una professione prettamente artigianale, quasi artistica, che necessitava di professionisti abili scultori, competenti in pittura, colorazione, luce e con profonda conoscenza in anatomia e morfologia con un notevole background di esperienza pratica, alla richiesta da parte di un mercato emergente e super attivo, di abili “smanettoni di computer”, il cui unico requisito professionale richiesto è quello della buona padronanza nel gestire un software dedicato! 

Ora occorrerebbe riflettere sulla forte crisi mondiale del settore, specialmente dopo il Covid-19, per comprendere il percorso della tua categoria, essendo voi passati repentinamente dall’utilizzo di sistemi artigianali a quello di sistemi computer assistiti. 

Ebbene, la rivoluzione è avvenuta, te ne sarai reso conto anche perché ci stai navigando da qualche anno. La richiesta di protesi a costi sempre più contenuti, ha mutato per sempre una professione prettamente artistica, complessa e piena zeppa di esperienza e conoscenza, in una professione che insegue l’obiettivo di produrre protesi economiche, ma ben fatte, anche se di livello standard, con il rischio di cancellare il “saper fare” tipico degli odontotecnici e delle eccellenze ormai consolidate.

Questo, a mio parere di ex odontotecnico, è molto difficile da realizzare con l’ausilio della sola tecnologia, proprio per la scelta che accompagna le moderne esigenze dei pazienti, i quali richiedono sempre di più una maggior cosmesi ed estetica, tant’è che l’odontoiatra, completa sempre più frequentemente la maggior parte delle sue prestazioni, oltre che con i classici dispositivi protesici su misura, anche con degli interventi estetici sul resto del viso. 

Gli odontotecnici, tuttavia, hanno la passione, la conoscenza e la voglia di approfondire.

Ricordo con affetto Bebi Spina, maestro nell’analisi dei colori, nonché il primo corso italiano di “Colore sottrattivo” che feci con lui a Milano e moltissimi altri maestri di odontotecnica.

Mi ricordo che allora facevamo dei bellissimi denti, anche senza aver conseguito una laurea in ingegneria bio-medicale.  E quindi: cambiamento o capitolazione?

Questo è il mio parere di vecchio odontotecnico legato ai pennelli ed ai colori, che non opera ormai da oltre un decennio, ma l’eventuale ingresso nell’ambito degli insegnamenti ingegneristici di certo non darà agli odontotecnici dei vantaggi e neppure la possibilità di valutazioni nel cavo orale nonostante che, tra le varie incombenze, il nuovo Regolamento Europeo 2017/745, imponga loro il controllo post-market.

Tuttavia, queste attività, che sono negate ad operatori annoverati tra le “arti ausiliarie delle professioni sanitarie”, figuriamoci ad un ingegnere bio-medicale, il quale si occupa di tutt’altro, non certo di codificare colori e di occuparsi di estetica, gnatologia e morfologia! 

Spero solo che, ora e per sempre, la parte estetica resti di competenza odontotecnica e con questa i diritti propri di fabbricante e costruttore di MD su misura.  

Se è vero che attualmente tantissime professioni si avvalgono sempre più di tecnologie avanzatissime, la tecnologia nel campo dentale è utilizzata attualmente da odontotecnici, quindi, operatori con un titolo di scuola media-superiore.

Anche se per il tecnico il loro utilizzo è relativamente semplice, quello che manca è l’evoluzione verso una cultura imprenditoriale, nonché una tutela professionale tra le professioni sanitarie. 

Gli odontotecnici moderni, oltre che occuparsi di estetica, funzione e fonetica come in passato, sono tenuti ad ottimizzare protesi complesse che possono creare con il CAD e software sofisticati, realizzando strutture molto precise ma di qualità standard che, comunque, non arriveranno mai a sostituire totalmente l’artigiano odontotecnico, poiché non avranno mai ed in nessun modo, la sua sensibilità ed esperienza “umana”.

Insomma, protesi, di questo si occupa l’odontotecnico: pertanto, la competenza e la professionalità acquisita negli anni merita una evoluzione ma, soprattutto, la legittimazione di essere gli unici creatori e fabbricanti di dispositivi medici odontoiatrici su misura, come da regolamento 754/2017, di cui gli odontotecnici sono gli unici “fabbricanti” e conoscono perfettamente il percorso di costruzione del loro “manufatto” meglio di chiunque!

In ultimo un avvertimento: considerando che l’industria quando decide di immettere una nuova apparecchiatura progettata per la fabbricazione di dispositivi medici, in realtà ne ha già pronta un’altra molto più performante, da introdurre prossimamente nei mercati, e tu non avrai intenzione di cavalcare una tecnologia che è già obsoleta senza saperlo e senza aver fatto i tuoi conti.., vero…?

Sii aperto a cambiamenti, ma non rinunciare mai alla tua posizione tra le professioni sanitarie.

Combatti, studia, insegna ad altri, ma non consegnare mai la tua esperienza all’industria delle protesi fatte su misura, quelle con l’odontotecnico laureato in ingegneria, per non macchiarti di una grave colpa, cui non potrai mai dare risposta alle future generazioni di odontotecnici, mai più come questi tuoi colleghi..!



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